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Dopo un lungo percorso di approfondimento, dopo anni di laboriosa, appassionata ricerca sulle tecniche della tessitura, è stato naturale approdare anche all’insegnamento. Non solo perché ad un certo punto della propria vita professionale si fa viva la necessità di trasmettere alle più giovani generazioni (ma non solo!) il proprio bagaglio di esperienze, che nel caso dell’arte della tessitura non può che avvenire in primo luogo attraverso l’insegnamento diretto, il lavoro concreto, fisico, sul telaio, ma anche perché insegnare – si sa – permette di mettere in chiaro, di “fissare” in procedure ordinate, ciò che si è maturato, a volte persino inconsapevolmente, attraverso esperimenti, ispirazioni del momento, e anche certamente molti errori “produttivi”.

Il mio primo corso è stato dedicato ai bambini. Tenuto con grande passione ed entusiasmo presso una scuola materna di Cagliari nel 1993, ha dato poi il via a molti altri, condotti sia in istituzioni pubbliche e private sia in Enti professionali, ma anche nell’ambito di Festival e manifestazioni culturali. Nel 2011 nasce la collaborazione con Tessere Incontri, associazione di Milano dedita alla tessitura e alla tintura naturale, di cui ho condiviso da subito lo spirito che la anima. Oggi ne faccio parte attivamente, non solo conducendo due corsi annuali sulle tecniche del tappeto ma anche contribuendo all’organizzazione di incontri attorno a temi tessili e di iniziative di scambio con associazioni della Sardegna.

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Bisbigli-dettaglio

Finestre è una collezione di 3 tappeti, nata dall’incontro con Simona Tavassi, pittrice di origini romane, naturalizzata in Sardegna, cresciuta in una famiglia di artisti, da molti anni intreccia la produzione puramente pittorica con progetti di decorazione di interni.

Tre quadri: “Bisbigli” , “L’isola che non c’è”, “Bianco e nero”, diventati anche tappeti.

[…] La consueta distinzione tra belle arti e arti applicate viene quindi infranta – riportando alla mente le utopie ottocentesche di Wiliam Morris e quelle del Bauhaus, il seducente universo formale del Liberty o la moda optical degli anni Sessanta, per fare solo qualche esempio fra i molti possibili – per proporre uno scambio quasi circolare, dalla parete al pavimento e viceversa, con una dinamica in cui il punto di osservazione dall’alto si alterna a quello frontale, con esiti caleidoscopici.

Tale collaborazione è particolarmente interessante anche per aspetti legati ai materiali d’elezione delle due artiste: Tavassi, infatti, lavora con le stoffe dipinte – e non direttamente con i colori – con le quali costruisce dei paesaggi, disponendo i tessuti (di iuta o di lino) uno sull’altro, a costruire campiture di colore, quasi fosse un collage, ma con intenzioni puramente pittoriche. Tali composizioni, ispirate al mutevole paesaggio della Sardegna, diventano il tracciato per i tappeti (Francesca Gallo)

La trasposizione sul telaio tradizionale ha avuto un lungo lavoro, prima di messa in carta e poi di scelta accurata dei colori per rendere al meglio gli effetti materici del quadro.

B’estes è una collezione di tre animali tipici della fauna sarda: l’asino, il cinghiale e la pecora.

Nata dalla collaborazione con Concetta Nasone: designer per la comunicazione visiva. L’interesse per il design, la decorazione e l’artigianato sardo, in particolare la tessitura, la portano spesso a progettare e realizzare oggetti in questi ambiti.

Sono rivestiti interamente a mano intrecciando la lana sarda su una sagoma di legno pressato e arricchiti nei dettagli dall’utilizzo di altri materiali: fibre di sisal e filo dorato per rendere irsuti i peli del cinghialini e prezioso il loro muso. Lane sottili, grosse e grossissime a uno o più capi, liscie e ritorte danno volume alle pecorelle. Lana morbida e cardata nascosta sotto la pancia degli asinelli. Misure  20 x 12 cm.

Il risultato è un oggetto-scultura prezioso e fortemente caratterizzato. Ogni pezzo è unico. Un regalo, un ricordo, una suggestione. Un oggetto che viene da un’isola, la Sardegna e dalla naturalezza che permea la cultura della sua tradizione, che nella autenticità si radica. B’Estes sono manufatti, pezzi unici, che conservano l’infinita capacità di rinnovamento che il sapere locale incontra quando si apre alla sperimentazione, alla ricerca di un’autenticità ancora possibile.

B’estes è l’evoluzione di un gioco per bambini: “i Lanosi”.

Il Banco di Sardegna è stato il promotore e il produttore dei primi esemplari.

Manta-03

Manta sono copertine scaldapiedi e scaldaspalle che nascono dalla collaborazione con Paola Besana maestra e amica di lunga data.
Di pura lana sarda e tessute a tela su telai semimeccanici; la torsione naturale del filato determina l’aspetto del tessuto: sembra saia, ma è tela. La forza naturale del materiale contrasta con la semplicità della struttura tessile, è un oggetto dal carattere forte, caldo ed evocativo.
Le antiche coperte di lana sarda sono alleggerite di spessore e di materiale. Manta ne conserva intatto tutto il calore, il profumo, il tatto non morbido ma pungente che evoca gli inverni sardi. I colori del fondo e dei bordi sono naturali.
Misure  90 x 230 cm.